Passate bene le feste? io si in totale tranquillità con la famiglia...Il molino Chiavazza mi ha omaggiato delle sue farine, il momento per usarne alcune di quelle ricevute è stato perfetto perchè essendo il periodo Pasquale ho avuto modo di provarle sia con il salato che con il dolce...devo dire che ho avuto una grande soddisfazione. Tra queste farine ricevute ne ho scelto tre per fare il mio "pani i casa" pane di casa o per meglio dire il pane casareccio... La farina scelta oltre alla manitoba è stata quella di grano tenero e l'integrale...
Quindi per fare il mio pane ho usato
1 kg di farina Manitoba.
1 kg di farina di grano tenero.
500 gr di farina integrale.
Acqua, Lm 500 gr e sale.
Nel mio classico recipiente ho mixato le tre farine ho aggiunto il sale e ho incominciato ad impastare...a mano ovviamente...quindi ho miscelato all'impasto ottenuto il Lievito madre, una buona dose di olio di gomito, visto che per poter ottenere un buon pane la lavorazione dell'impasto deve essere prolungata e devo dire che ho avuto anche un'altra soddisfazione con queste farine...cioè l'acqua assorbita è stata poca,(anche se si tratta di una farina di forza, ma la mia tecnica ha fatto in modo di farne assorbire poca di acqua, comunque l'impasto per questo pane deve rimanere piuttosto asciutto e non appiccicoso e al contrario di quello che si legge prolunga la lievitazione, sono tecniche antiche tramandate...funzionano) questo è buono perchè la consistenza aumenta così come la conservabilità e la genuinità è stata quella che desideravo. Tutto questo il sabato sera verso le ore 20, questo per dirvi che ho cercato di far fare all'impasto quanto più possibile la lievitazione naturale...
Ottenuto l'impasto l'ho lasciato riposare per 15 minuti e subito ho proceduto a formare il pane...
"A cucchia" la coppia...
"a cuddura" la ciambella...e le forme classiche.
L'indomani mattina e cioè il giorno di Pasqua di buon'ora ho accesso il forno a legna...
Ho aspettato che la lievitazione fosse al punto giusto e sbraciato il forno ho infornato il pane...
La crosta...venuta perfetta, bruciacchiata leggermente, questo grazie alla farina integrale, che gli ha dato questa colorazione.
La mollica densa e compatta dal sapore ottimo dovuto al lievito madre e all'ottima qualità delle farine.
Gusto e sapore, poi "u sciauru" cioè il profumo unito alla cottura del forno a legna alimentato solamente con legno d'ulivo che rimane attaccato a tutto il pane...praticamente un pane vero sano e genuino come quello che si faceva una volta...questo pane durerà una settimana (da me è finito subito) e si presta benissimo ad essere "cunzatu" imbottito con sott'oli formaggi e salumi locali...noi lo gustiamo con solo olio sale origano e peperoncino e in questo caso ad accompagnare l'agnello inzuppando il sugo... "Questo grazie a mia nonna che mi ha tramandato questa tradizione e questo modo di panificare...e ovviamente ripeto, anche alla qualità della farina lavorata.
E poi ho usato la farina di semola per fare i "maccarruni" i maccheroni con il ferretto...un chilo di farina di semola rimacinata acqua sale e un filo d'olio exv. E poi ho fatto anche la pastiera che ho mensionato nel post precedente...
Che ho condito con questo sugo di agnello e patate, passato nel forno a legna per farlo leggermente abbrustolire e prendere il profumo del pane e del forno...
E questi i maccheroni conditi...
E con questo partecipo al contest del Molino Chiavazza la cultura del frumento... Vi ringrazio moltissimo per l'opportunità che mi avete dato per conoscere le vostre farine...Qualcuno questo posto l'ha chiamato l'antro del mago e di tutte le sue malefatte...ovviamente è un grande complimento...



























































